L'assicurazione
L’assicurazione per responsabilità civile (Rc), per i danni prodotti alle
persone, è obbligatoria per tutte le unità da diporto escluse quelle a
remi e a vela non dotate di motore ausiliario. L’assicurazione per
responsabilità civile è obbligatoria anche per tutti i motori amovibili,
di qualsiasi potenza, indipendentemente dall’unità alla quale vengono
applicati. Il contrassegno dell’assicurazione va esposto.
• Ricordiamo che la legge 172/2003 ha soppresso il limite dei 3 cavalli
fiscali, entro i quali era escluso l’obbligo di assicurazione.
Documenti da tenere a bordo
La licenza di navigazione e gli altri documenti indicati di seguito,
quando si naviga in acque internazionali devono essere tenuti a bordo in
originale. Nelle navigazioni fra i porti nazionali, tuttavia, possono
essere conservati in fotocopia autenticata. L’autenticazione dei documenti
può essere effettuata dai funzionari addetti della pubblica
amministrazione, da un ufficio marittimo o della Motorizzazione civile.
Con la copia della denuncia di furto o di smarrimento o di distruzione dei
documenti, insieme al certificato d’assicurazione, è possibile navigare
nei porti nazionali per 30 giorni a condizione che il certificato di
sicurezza sia in corso di validità.
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Struttura dello scafo
Gli apparati fondamentali di un’imbarcazione sono le
manovre fisse e correnti, l’albero, le vele, il
motore ed il timone. La parte
considerata l'ossatura principale della barca è la
chiglia. Generalmente è in legno, può essere mantenuta assieme alla
vetroresina affogata al suo interno, oppure viene usata come stampo. E'
ovviamente molto solida e resistente. E’ in pratica l’asse longitudinale
dell’imbarcazione. Le ordinate o costole sono travi ricurve che corrono
per tutte le lunghezza dello scafo. Sono incastrate nella chiglia con dei
rinforzi locali che si chiamano MADIERI, sopra o lateralmente alla
chiglia. Sopra la chiglia troviamo il paramezzale, generalmente costituito
dello stesso materiale della chiglia. La contro chiglia è l'asse contrario
alla chiglia, diverso del contro-paramezzale. Generalmente le imbarcazioni
sono insellate, hanno cioè la prua più alta della poppa, come buona regola
di sicurezza in quanto la prua non deve mai andare sotto il pelo
dell'acqua. Per chiudere lo scafo si utilizza il fasciame che dona la
forma. E' poi necessario impermeabilizzare i comenti, cioè gli spazi vuoti
tra un'asse e l'altra. Questa operazione si chiama calafataggio e
solitamente si utilizzava della pece, ora sostituita da prodotti chimici.
Sopra il paramezzale è sistemato il Pagliolo, il "pavimento" della barca.
Tra i due troviamo uno spazio vuoto denominato sentina, il luogo di
raccolta di tutti i liquidi dello scafo. Comunica anche con il vano motore
e con l'elica, sostanzialmente la prima origine dell'acqua in eccesso che
vi si accumula. E' importante controllare e svuotare periodicamente la
sentina ed accertarsi la provenienza interna o marina del suo contenuto
per evitare spiacevoli inconvenienti una volta partiti. Per esempio
potrebbe trattarsi dei prigionieri (perni) della chiglia allentati in
seguito ad un urto. Il ponte dello scafo è chiamato Piano di Coperta o
anche di calpestio. Gli assi che sono usati per formarlo e quindi chiudere
lo scafo sono i bagli, ed il baglio massimo corrisponde quindi alla
larghezza massima dell'imbarcazione. Solitamente troviamo un asse che
tocca la parte superiore del baglio partendo dal piano, denominato puntale
e la cui parte superiore è chiamata Anguilla. Tutti i bagli, cioè il piano
di coperta hanno una forma bombata, la cui incurvatura è denominata
imboccatura ed il punto massimo Bolzone. Sempre per evitare l'accumulo di
acqua. Il bracciolo è un sostegno laterale fra le costole ed i bagli, che
generalmente nelle barche in ferro è sostituito da due parti chiamate
Dormiente (parte bassa) e Trincarino (parte alta). Infatti quando una
barca è molto sbandata, specialmente di bolina, si dice che va al
Tricarino, che ha il trincarino in acqua. Il rinforzo superiore del
trincarino è la falchetta. La parte esterna della Prua è chiamata Ruota di
Prua, serve ad attutire gli urti, essendo la parte più esposta.
Specialmente procedendo controvento, l'energia propulsiva che perdiamo
infrangendoci sulle onde è moltissima. Il dritto di prua è la linea di
separazione fra le due murate dello scafo. Il Dritto di Poppa è uno
speciale rinforzo nella zona poppiera, che esteriormente corrisponde allo
specchio di poppa. Avremo poi la prua divisa in due zone, il Mascone di
Dritta e di Sinistra e la poppa divisa in Giardinetto di Dritta e di
sinistra. Il Trincarino è un rinforzo, una giunzione tra costole e baglio,
ed è in prossimità dell’ultimo fasciame, mentre il primo fasciame prende
il nome di Torello.
Il tutto forma la battagliola. Ai due estremi dell'imbarcazione troviamo
delle ringhiere, il pulpito di prua ed il pulpito di poppa. Lungo tutto il
bordo vi sono dei candelieri, cilindri in acciaio ben fissati allo scafo
con piastra e contro piastra, nei quali scorrono le draglie (in tessile o
in acciaio), utili per evitare cadute in mare. In alcune barche esiste una
fune chiamata Life-Line con dei passaggi laterali, che permette di
spostarsi sulla coperta in questi corridoi sempre agganciati con un
moschettone ad una cintura.
L'interno dello Scafo è diviso in diversi locali separati da pareti
chiamate paratie, ma che nelle barche da diporto non hanno anche una
funzione stagna. Con l'eccezione delle barche da diporto in ferro, che
devono essere munite di almeno una paratia in ferro. Tutte le navi sono
dotate di paratie anticollisione stagne, quelle più moderne anche di
paratie laterali, per isolare determinate sezioni dello scafo allagate.
A prua troviamo il pozzetto dell'ancora, rivestito in acciaio
inossidabile, con un piccolo foro che deve sempre essere tenuto libero
(spurgato) per permettere il deflusso dell'acqua eventualmente imbarcata
con la catena.
La parte superiore al piano di coperta è detta tuga, solitamente è
leggermente bombata, sempre per permettere il rapido deflusso dell'acqua.
Le barche da regata che non hanno l'esigenza come quelle da diporto di
cabine possono esserne sprovviste e vengono chiamata Flash deck.
I pozzetti più sicuri sono quelli che si trovano più in basso
nell'imbarcazione e quindi più riparati. In quelli meno "marini" che si
trovano più sopraelevati, oltre alla spiacevole sensazione della distanza
dall'acqua in caso di mare formato provocano anche notevoli difficoltà di
manovra. E' inoltre molto importante l'auto-svuotamento degli stessi,
permesso da due fori che permettono di scaricare l'acqua che non di rado
le onde portano nel pozzetto.
L'apertura che conduce alla cabina della nave è detta Tambuccio, o
comunemente boccaporti o passo-d'uomo. Quello di prua è detto CalaVele.
Tutte le aperture visive sono i conosciuti oblò. E' importante che il
numero di queste aperture sia quanto più possibile limitato, a causa delle
infiltrazioni.
ELICA
Le Caratteristiche principali dell'elica sono il numero delle pale e la
loro inclinazione, il verso, il passo ed il diametro. La concavità
fornisce più potenza che velocità pura, quindi maggiore sicurezza. La
Respinta è in gergo la corrente respinta dall'elica che fa muovere
l'imbarcazione. Per il vero basta ricordare che l'elica Destrorsa compirà,
con marcia avanti, un giro in senso orario, l'elica sinistrorsa l'opposto.
La poppa si sposta verso il lato in cui l'elica evoluisce. Nel Motore
fuoribordo, tipico di molti natanti, coincidono elica e timone.
IL TIMONE
Per i Timoni Interni troviamo Losche superiori ed inferiori, e per evitare
movimenti, boccole in teflon. Pala e spalla (curvatura). ESTERNO: specchio
di poppa con femminelle ed aggugliotti. Il timone compensato: aiuta la
manovrabilità con parte del timone a pruavia del centro di rotazione. La
losca è il buco dove passa l’asse del timone, se ne può parlare anche a
proposito del motore per il buco per l’asse dell’elica.
IL MOTORE DELL'IMBARCAZIONE
E' importante conoscere prima di tutto la differenza tra motore a scoppio
e motore Diesel (o a gasolio/nafta) Il Diesel necessita della parte
elettrica solo per l'avviamento, mentre poi continua a funzionare anche
senza l'ausilio dell'impianto elettrico. In quello a scoppio è sempre
necessaria la componente elettrica per la scintilla delle candele, e se
viene a mancare l'alimentazione non sarà più possibile utilizzarlo. Nello
motore a scoppio entra una miscela, nel motore a gasolio solo aria che
viene surriscaldata. Si descrive un motore come un quattro tempi quando
compie il ciclo in quattro corse dei pistoni, a due tempi quando lo compie
in solo due corse. In un diesel è quindi più importante l'alimentazione, e
l'evitare infiltrazioni d'aria. Il motore marino ha un invertitore, con un
riduttore, altrimenti l'elica non morderebbe, asse e l'elica girerebbero
come un frullino. L'asse deve per forza di cose collegare il motore
entrobordo con l'elica posta all'esterno, quindi troveremo un buco nello
scafo, chiuso e praticamente sigillato con un pressatreccie. E' quasi
normale avere un po' d'acqua che da questo buco si deposita in sentina.
Per favorire l'isolamento ci sono inoltre giunti cardanici e baderne. Il
sistema di raffreddamento, oltre quello ad aria può essere a liquido, con
scambiatore di calore con l'acqua marina. La girante è una pompa
centrifuga, utilizzata per il raffreddamento a liquido. Lo scambiatore di
calore funziona quindi con liquido dolce, refrigerante. L’invertitore è il
cambio, il differenziale del motore. Bisogna prestare particolare
attenzione al cono principale che ogni tanto si rompe, e possiamo
avvedercene quando la marcia non entra, o entra con difficoltà, grattando.
Se i rubinetti in un motore a gasolio non sono aperti si potrebbe
ingolfare ed andrebbe spurgato.
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Dotazioni di sicurezza
Navigazione nei fiumi, torrenti e corsi d'acqua
1 giubbotto di salvataggio per ogni persona a bordo
1 salvagente anulare con cima
Navigazione entro i 300 metri dalla costa
nessuna dotazione
Navigazione entro 1 miglio dalla costa
1 giubbotto di salvataggio per ogni persona a bordo
1 salvagente anulare con cima
1 pompa o altro attrezzo di esaurimento (solo barche senza marchio "CE")
estintori (solo barche senza marchio "CE")
Navigazione entro le 3 miglia dalla costa
1 giubbotto di salvataggio per ogni persona a bordo
1 salvagente anulare con cima
1 boetta fumogena
2 fuochi a mano a luce rossa;
fanali regolamentari (in caso di navigazione diurna fino a 12 miglia:
almeno una torcia a luce bianca, con batterie di rispetto);
segnale sonoro (fischietto); per barche oltre i 12 metri, fischio e
campana (la campana può essere sostituita con un dispositivo sonoro
portatile);
1 pompa o altro attrezzo di esaurimento (solo barche senza marchio "CE")
estintori (solo barche senza marchio "CE")
Navigazione entro le 6 miglia dalla costa
1 giubbotto di salvataggio per ogni persona a bordo;
1 salvagente anulare con cima
1 boetta luminosa;
2 boette fumogena
2 fuochi a mano a luce rossa;
2 razzi a paracadute a luce rossa;
fanali regolamentari (in caso di navigazione diurna fino a 12 miglia:
almeno una torcia a luce bianca, con batterie di rispetto);
segnale sonoro (fischietto); per barche oltre i 12 metri, fischio e
campana (la campana può essere sostituita con un dispositivo sonoro
portatile);
1 pompa o altro attrezzo di esaurimento (solo barche senza marchio "CE")
estintori (solo barche senza marchio "CE") |